Jone  Arte
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Testo critico dott. Francesca Baccalà

La spiritualità del Cosmo

Solo l’arte nelle sue molteplici forme può riprodurre un’idea, rendere percepibile una visione, manifestare l’interpretazione personale di un concetto, avvicinarci al divino, leggere l’invisibile.

Questo è il mezzo che Jone ha scelto per rappresentare il proprio percorso attraverso la cultura vedica e i suoi studi sulle sacre scritture ad essa correlate, come il Srimad Bhagavatam.

L’armonia cromatica, la leggerezza delle forme, la luminosità con la quale l’artista riesce ad illuminare anche le parti più scure dell’opera e le tinte nere, l’utilizzo dei simboli e la sottigliezza delle figure,  penetrano infatti concetti profondi legati alla filosofia universale del cosmo e all’idea particolare dell’individuo indissolubilmente legato ad esso.

Le opere di Jone promanano pura spiritualità non solo a livello formale, ma anche attraverso le immagini, i temi e i soggetti.

Jone ha scelto di raccontarci alcuni tra gli antichi miti della labirintica cultura Indù:  l’immanenza del Divino, principio generatore del cosmo, in tutto ciò che è sensibile e materiale; la creazione degli esseri celesti, mobili e immobili; il viaggio dell’uomo dopo la morte per raggiungere il paradiso attraverso i cinque strati che ricoprono gli universi materiali; il vegetarianesimo, manifestazione del rispetto verso ciò che la natura spontaneamente ci offre e nei confronti di tutti gli esseri viventi; il principio di causa ed effetto del “Karma” legato all’immortalità dell’anima.

Il sacro simbolo dell’ Aum (Om) compare in quasi tutta la produzione dell’artista poiché rappresentazione grafica e sonora della preghiera, sacro simbolo della creazione, tramite per unirsi al divino ed entrare in equilibrio con l’universo metafisico staccandosi dalla dimensione terrena ed elevando l’anima al di fuori del suo involucro materiale e sensibile.

Queste tematiche vengono descritte dall’artista nelle loro multiformi declinazioni conducendoci attraverso una cultura complessa in cui si uniscono filosofia, religione, teologia, fede e rituali.

Non è compito facile raccontare concetti trascendenti e difficilmente descrivibili, così lontani dalla quotidianità dell’uomo occidentale fondata sul materialismo e agnostica, ma i dipinti di Jone riescono a trasmettere una profonda spiritualità e un intimo misticismo rivelando anche al pubblico profano una versione ascetica della vita e indicendolo a meditare e guardare oltre e dentro sé stesso.

Francesca Baccalà
Picture



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"Piovono anime tra acqua e terra"
Scritto da Janni Cajku Luan Cejku   Mercoledì 01 Dicembre 2010
 

Donne, tra racconti mitici e realtà oggettive  


Guardando i quadri della pittrice, Jone Binzonelli rimango incollato davanti ad uno in particolare. Si intitola “Piovono anime tra Acqua e Terra”. Un quadro bellissimo, pieno di colori. Analizzo attentamente. Un richiamo di luoghi già vistati prima, scene già lette da qualche parte, oggettività già viste. Quel uomo girato di spalle con le mani incrociate dietro la schiena che fissa l’orizzonte: indossa vestiti un po’ invernali di colori spenti con un cappello in testa. Non teme il sole, teme la pioggia estiva che scende dolcemente su un campo di grano maturo, pronto per essere raccolto. Alla sua destra c’è lei, vestita di rosso. Porta un cappello rosso per proteggersi dal sole, potrebbe danneggiare la sua creatura che porta nel grembo.  Rosso, è anche il suo vestito scolato, che mette in risalto il suo splendore in quanto futura mamma.  Per certi versi una scena bellissima, se non fosse per la posizione di lui che richiama il tema della donna abbandonata. 

Esso. Nei racconti mitici greco-romani è ricorrente la figura dell'eroina che, innamoratasi di uno straniero, lo aiuta in una difficile impresa, venendo in qualche modo meno ai doveri che la legano alla famiglia ed alla propria patria; quindi lo segue, spesso lontano, per poi esserne tradita o abbandonata. 

Si. Si tratta di un semplice modo di pensare ai racconti mitici greco-romani. Sono passati lunghissimi anni da quel epoca, ma le realtà assomigliano sempre di più a quei scenari arcaici. Ancora oggi, la donna è considerata un essere inferiore, grazie all’arretratezza culturale della nostra società.

Il mondo è ancora pieno di errori soprafata dall’ignoranza (la mancanza di informazione) gli errori si trasformano in orrori. Scenari spaventosi  vivono le nostre donne in una società devastata dalla pubblicità non idonea che invade le menti degli adolescenti. Sin da piccoli ragazzi e ragazze sono educati alla divisione dei ruoli, e le attività che svolgono all’interno della famiglia rispondono ancora in larga parte legate agli stereotipi più radicati della divisione dei lavori di genere. 

La famiglia non è dona, la famiglia è un insieme di individui che vivono insieme legati da legami affettivi, amorosi o comunanza di stirpe. Come sempre l'essere più bello della terra, la donna è rivolta verso di noi, ci guarda, ci osserva e ci invia a conoscere la novità... Il nuovo non fa paura alla donna né anche quando si trova a guardare le spalle del uomo. Lei porta avanti la vita, decisa e non ha paura della pioggia né  anche le tempeste riescono a intimidire il suo essere incantevole.

Donna.

Meravigliosa creatura. Non lasciare l’uomo a sfuggire davanti ad un evento cosi importante, fondamentale per la vita. Invitalo dolcemente a stare accanto a te, non aggredirlo, ma spiegali con la pazienza che solo tu possiedi. Solo cosi capirà, che il nuovo non deve far paura. Se ti dovesse girare le spalle, fagli ascoltare la melodia del tuo cuore, quella melodia inspiegabile che solo voi donne siete in possesso. Quella soavità che incanta il mondo da sempre.

Fatte in modo che la vostra vita non assomigli ai racconti mitici greco-romani di quelle donne accomunate dal fatto di aver amato moltissimo uomini che poi le hanno abbandonate. Didone, regina di Cartagine, era innamorata dell'eroe Enea ed era totalmente succube del suo amore, preda del “furor”, la passione amorosa che l'aveva portata a pensare solo al suo rapporto con Enea e ad annullare se stessa sia come donna che come regina.

Donne.

Girate la voce. Parlate tra di voi. Cooperate. Fateci sentire  la voce dei vostri desideri. Imparate a dire di “NO”, ribellatevi,  confrontatevi anche con chi la natura ha offerto una forza fisica maggiore della vostra, perché oggi si commisura con la forza del pensiero. Abbandonate i ruoli a voi segnati senza il vostro consenso. Rincorrete i vostri sogni e i vostri ideali. Mamme… insegnate ai vostri figli i valori della vita, il rispetto per il gentil sesso.

Noi uomini, ne abbiamo bisogno dei vostri insegnamenti, della vostra sensibilità, la vostra pazienza e della vostra saggezza per erigere un mondo migliore. Donne. Non abbandonateci nella nostra scarsa profondità  emotiva. Sosteniamo il mondo insieme.

2010-12-01

Io sono “FIGLIO DEL SOLE” e non possiedo “PADRONI”. 
Non gradisco  restrizioni.. 
Le mie strade sono i raggi della luce. 
Il mio leader è il “VENTO DEL MIO CUORE”. 
La mia terra d'origine è la mia indole. 
La mia “PIU’ SUBLIME MELODIA” è la pace tra le etnie 
Il mio vivaio è la sfera celeste.  
La mia casa è il MONDO INTERO.

A cura di:Janni Cajku Luan Cejku

Janni Cajku Luan Cejku

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